SPESE PAZZE IN CONSIGLIO REGIONALE: CALABRIA SPOLPATA

  • 10/9/2017 7:23:28 AM
  • Redazione

La Corte dei Conti riapre il capi­tolo delle "spese pazze" in Consi­glio regionale. Una raffica di in­viti a dedurre è partita verso più destinazioni tra il Pollino e lo Stretto: ipotizzato un danno era­riale di diverse centinaia di mi­gliaia di euro nei confronti di consiglieri in carica fra il 2010 e il 2012. Sotto i riflettori rimborsi ritenuti illegittimi «per attività risultate avere finalità private» e in ogni caso «non ammissibili», per non parlare delle somme mai documentate perché a quell'e­poca «era prassi non richiedere le pezze giustificative e non ef­fettuare alcun controllo». Un "buco nero" nel quale, se­condo la Corte dei Conti, sono fi­niti fiumi di denaro erogati ai gruppi consiliari per consuma­zioni occasionali in bar e tavole calde, per pranzi e cene in risto­rante, viaggi o missioni talvolta all'estero, trasporti in taxi o par­cheggi, soggiorni in hotel, acqui­sto di carburante, ma anche compere al supermercato, in li­breria, in ferramenta, salumeria e macelleria, e chi più ne ha più ne metta a partire dalle torce ta­scabili. Capitolo a sé perle colla­borazioni professionali su cui «mancano la prova del paga­mento e le copie dei contratti o delle lettere d'incarico». Gli inviti a dedurre rappre­sentano il primo passo verso la contestazione formale di danno erariale. I destinatari hanno 45 giorni di tempo per replicare o chiedere di essere sentiti, dopo­diché la Procura regionale potrà far scattare gli eventuali atti di citazione. Dopo le vertenze con­tabili definite per le spese po­st-2013, quella in atto rappre­senta la tranche più delicata del­l'inchiesta contabile sui gruppi consiliari di Palazzo Campanel­la. Tutto nasce da un'indagine svolta dal Nucleo di Polizia tri­butaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria sfociata, in questo caso in sede penale, dap­prima nella citazione a giudizio immediato degli ex assessori Ni­no De Gaetano e Luigi Fedele e poi in una seconda fase con il rin­vio a giudizio, disposto dal gup di Reggio lo scorso luglio, a cari­co di 22 tra politici e portaborse accusati di aver sostenuto spese disinvolte nel corso della X legi­slatura. Si tratta di Giovanni Bilardi, Ferdinando Aiello e Bruno Censore, Vincenzo Ciconte, Sandro Principe, Giovanni Nu­cera, Pasquale Maria Tripodi, Giovanni Franco, Alfonso Datto­lo, Carmelo Trapani, Alfonsino Grillo, Giuseppe Bova, Emilio De Masi, Demetrio Battaglia, Pietro Amato, Mario Franchino, Mario Maiolo, Carlo Guccione, Anto­nio Scalzo, Francesco Sulla, Agazio Loiero, Giovanni Raso e Diego Fedele. Precedentemente rinviati a giudizio anche gli ex assessori regionali Luigi Fedele ed Antonino De Gaetano. Le ac­cuse contestate sono peculato e falso; varia la consistenza delle presunte distrazioni di fondi pubblici.

Dalla Gazzetta del Sud



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