Semianalfabeti all’università

  • 2/17/2017 8:27:24 AM
  • Redazione

«Molti studenti scrivono male in italiano, servono interventi urgenti». È il contenuto della lettera che oltre 600 docenti universitari, accademici della Crusca, storici, filosofi, sociologi e economisti hanno inviato al governo e al parlamento per chiedere «interventi urgenti» per rimediare alle carenze dei loro studenti: «È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente», si legge nel documento partito dal gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità e firmato, tra gli altri, da Ilvo Diamanti, Massimo Cacciari, Carlo Fusaro e Paola Mastrocola. Nel gruppone ci sono anche le firme di 27 docenti che insegnano nelle università calabresi (24 dell'Unical e 3 della Mediterranea). Tutti condividono l'allarme: un emergenza sistemica, spia dell'impoverimento graduale della scuola.
«Da tempo - si legge nella lettera - i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana». Secondo i docenti, il sistema scolastico non reagisce in modo appropriato, «anche perché il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico».
«Circa i tre quarti degli studenti delle triennali sono di fatto semianalfabeti - si legge tra i commenti dei docenti alla lettera - È una tragedia nazionale non percepita dall' opinione pubblica, dalla stampa e naturalmente dalla classe politica. Apprezzo che finalmente si ponga il problema. Ahimè, ho potuto constatare anch'io i guasti che segnalate, dal momento che il mio esame è scritto e ne vengono fuori delle belle... È francamente avvilente trovarsi di fronte ragazzi che vogliono intraprendere la professione di giornalista e presentano povertà di vocabolario, scrivono come se stessero redigendo un sms, con conseguenti contrazioni di vocaboli, o inciampano sui congiuntivi».

... dal Corriere della Calabria

 



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