SANITA': IL PRESIDENTE OLIVERIO MINACCIA DI INCATENARSI DAVANTI A PALAZZO CHIGI

  • 12/1/2017 8:19:35 AM
  • Redazione

Il presidente della Regione Mario Oliverio è tornato a puntare l'indice contro il com­missariamento della sanità in Calabria. L'ha fatto da Praia a Mare dove ieri è stato riaperto l'ospedale, «una conquista di questa comunità – ha detto il governatore – che ha condot­to una sacrosanta battaglia per il diritto alla salute». Oliverio ha lanciato un vero e proprio appello al presiden­te del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni e quindi al ministro della Salute Beatrice Lorenzin affinché possa esse­re superato il commissariamento della sanità in Cala­bria. «Come, tra l'altro, mostra l'esperienza dell'ospedale di Praia a Mare – ha detto Olive-rio –, per vedere riconosciuto un diritto occorre aspettare anni. Siamo in una regione la cui sanità è commissariati dal 2010; piuttosto che mettere in atto una strategia volta a ta­gliare sprechi, a razionalizza­re l'uso delle risorse, a miglio­rare i servizi si è pensato a fare tagli lineari, come quello che ha riguardato l'ospedale di Praia e non solo. È aumentato il numero dei calabresi che si curano fuori, oggi abbiamo superato i 300 milioni di uni­tà, registrando il 30% di au­mento; le liste di attesa sono cresciute, come i costi». La qualità delle prestazio­ni. – ha osservato ancora il Governatore – «si è indeboli­ta, per via dei vincoli scattati, come quello del blocco del turnover, con 4000 unità in meno rispetto al 2010. Il risul­tato di questa gestione è drammaticamente pagato dai calabresi». E sulla base di queste valu­tazioni il presidente della Re­gione ha lanciato il suo appel­lo: «Mi rivolgo – ha detto al­l'onorevole Gentiloni: non è possibile più mantenere la Ca­labria in questa condizione. Chiedo anche al ministro del­la Sanità Lorenzin di adottare un provvedimento che rimuo­va immediatamente questa si­tuazione intollerabile. Ora basta. Se entro fine novembre non si porrà fine a questa gra­ve situazione sarò costretto ad incatenarmi davanti a Pa­lazzo Chigi per chiedere giu­stizia per la mia regione. L'I­talia intera deve conoscere la condizione vergognosa, di di­sparità dei diritti, nella quale viene costretta la mia regio­ne».

Dalla Gazzetta del Sud



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