SANGUE INFETTO: ASSOLTO IL DOTTORE LUIGI RIZZUTO PER NON AVER COMMESSO IL FATTO, CONDANNATI BOSSIO E PERFETTI

  • 4/4/2018 12:47:45 AM
  • Redazione

COSENZA Due sentenze di condanna e una di assoluzione. È questo il verdetto all’esito del primo grado di giudizio del processo denominato “Sangue infetto”. Il collegio dei giudici presieduto da Giusi Ianni con a latere Urania Granata e Palmira Formoso ha emesso sentenza di condanna nei confronti Marcello Bossio e Osvaldo Perfetti difesi dagli avvocati Franz Caruso, Nicola Carratelli e Emilio Perfetti. Assolto per non aver commesso il fatto Luigi Rizzuto difeso dagli avvocati Francesco Chiaia e Gianluca Bilotta. Per Marcello Bossio, all’epoca dei fatti primario del reparto di Immunoematologia, il tribunale ha disposto la condanna in carcere per due anni oltre al pagamento delle spese processuali. Condanna di reclusione per 7 mesi invece ad Osvaldo Perfetti che nel 2003 rivestiva l’incarico di direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera dell’Annunziata di Cosenza. Per entrambi, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno nei confronti delle parti civili, è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici per sei mesi.

 

LA VICENDA Ciò che spinse la Procura della Repubblica di Cosenza ad avviare le indagini fu la morte, il 4 luglio, di un pensionato di Rende, Cesare Ruffolo, che aveva effettuato una trasfusione – nel centro trasfusionale dell'azienda sanitaria "Annunziata" – con una sacca che poi si è scoperto essere contaminata dal batterio letale serratia marcescens. Nell’estate torrida del 2013 l’evento destò molto clamore. «È arrivato in ospedale come “codice bianco” e il mese precedente aveva fatto tutti i controlli– dichiarava agli organi di stampa Renzo Ruffolo figlio del defunto dopo la denuncia in procura-. Insomma, non c’era nulla che lasciasse presagire quanto è successo. Ora io e la mia famiglia vogliamo soltanto che venga fuori la verità e per questo ci affidiamo al lavoro della magistratura». La decisione dei giudici arriva dopo quattro anni di intensa attività istruttoria e una certa attenzione anche politica sull’episodio. Infatti, subito dopo la morte di Ruffolo e l’inizio del processo, il ministro della salute Lorenzin su richiesta dei parlamentari del Partito democratico e del Movimento 5 stelle aveva predisposto delle ispezioni per controllare in che condizioni fossero i luoghi deputati alle operazioni di trasfusione. Dopo la lunga e articolata discussione i due difensori dell’unico imputato assolto il medico Luigi Rizzuto dichiarano: «Il Tribunale di Cosenza in autorevole composizione, accogliendo le nostre richieste ha assolto  per tutti i capi d’imputazione il nostro assistito, siamo estremamente soddisfatti per aver contribuito con la nostra difesa a far emergere la sua innocenza». Solo la giovane età e un intervento rapido dei medici salvarono la vita a Francesco Salvo, 37enne che rimase vittima della stessa vicenda. Anche lui ricevette una trasfusione infetta e insieme ai familiari della vittima nel corso del procedimento si è costituito come parte civile. 

 

... dal Corriere della Calabria



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