SAN GIOVANNI IN FIORE: QUANDO LO STEREOTIPO DELLA POLITICA MERIDIONALE VIENE CONFERMATO

  • 5/13/2018 4:23:17 AM
  • Redazione

La storia della vita pubblica  di San Giovanni in Fiore è difficile, quasi al di fuori delle più normali logiche della politically correct.  Sono tra quei tre consiglieri comunali targati PD che non si sono presentati al consiglio comunale del 13 aprile.

Tra noi undici membri del partito democratico che sediamo in consiglio avevano deciso comunemente, in seduta privata, di non presentarsi al consiglio del 13 aprile e avevamo deciso di dar vita all’azzeramento della giunta e al rifacimento della segreteria dem.

La parola politica e la sua demagogia rientrano da sempre in logiche opportunistiche e di compromesso.

Per questo, spesso a venire meno è proprio l’obbligo che qualsiasi politico si deve assumere nel saper dire dove e quando è avvenuto uno sbagliato ricordando che politica prima di tutto significa decisioni collettive.

l rispetto del voto dei cittadini, il confronto con questi e il rinnovamento politico devono ritornare ad essere elementi chiave della vita pubblica di una comunità, che nel più generico meridione, non riesce ad inserirsi nelle ottiche di crescita economica inclusiva.

Con 4.967 il movimento5stelle è il primo partito, il risultato è amaro per il centrosinistra di San Giovanni che prende circa 2000 voti.

È un centrosinistra che non solo trova nei suoi componenti un gruppo che ha fatto il ‘’mea culpa’’ ma anche un altro che delle proprie politiche quasi effimere di rinascita territoriale ne fa un vanto e quindi si distacca dal dato del 4 marzo.

Un vanto per un politico dovrebbe essere quello di portare la gente a votare, di dare alla popolazione una possibilità di lavoro e di far restare i giovani nella propria terra.

Inutile, inoltre, ricordare come è da prima delle Elezioni politiche del 2018, che la cittadinanza del più grande paese Silano non si ritrova in quelle politiche ormai prive di connotati di previsione economica/politica reale nel lungo periodo e che fa sembrare il tutto una falsa rivoluzione culturale.

Non è una negatività solo locale la mancanza di comunicazione politica che ha distaccato sempre più popolo ed ‘’elitè’’ politica, se questa si può definire.                         

Tra i tanti concetti che delimitano la politica non possiamo dimenticare la semplice definizione accademica di ‘’polity’', intesa come consenso da parte della collettività al potere politico e la coesione nell’ambito delle società.

Ed è per questo che nelle democrazie più avanzate esistono organi come Il Consiglio Comunale che ha come obiettivo l’indirizzo e il controllo politico-amministrativo del comune.  Il bilancio è un tema delicato in qualsiasi gerarchia amministrativa italiana, è una sintesi non solo economica ma anche politico-sociale di un comune o di quasi si ente preso in considerazione.

Quando un’amministrazione, che per dati storici, non si trova in condizioni economiche positive non può governare senza l’appoggio della cittadinanza.

Rivedere la giunta comunale e rivedere la classe dirigenziale della sinistra sangiovannese dev’essere una prerogativa, perché anche in questo paese la pancia dell’elettorato di sinistra ha scelto nuove forze politiche.

 

Consigliere Comunale  PD Francesco Leonardo Ferrarelli



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