LO SVIMEZ RILEVA IL COSTANTE CALO DEMOGRAFICO DEL SUD

  • 11/9/2017 8:23:54 AM
  • Redazione

«Il Sud non è più un'area gio­vane né tanto meno il serba­toio della demografia del resto del paese. Le famiglie fanno sempre meno figli e i giovani se ne vanno; la popolazione in­vecchia e si riduce». Il  giudizio dello Svimez — contenuto nel consueto rapporto annuale sull'economia dei Mezzogior­no—non poteva essere più net­to e impietoso. Secondo l'As­sociazione per lo sviluppo del­l'industria nel Mezzogiorno, la popolazione attiva si sta ri­ducendo a ritmi allarmanti e su di essa (relativamente sem­pre meno giovane) grava un onere per la sicurezza socia­le “enorme e crescente che fi­nisce per sottrarre «inevitabil­mente» risorse per investi­menti produttivi in grado di migliorare      la produttività e la competitività del siste­ma economico». Abbiamo ap­profondito meglio i dati e quel che emerge, sostanzialmente, è che la-Calabria resta aggan­ciata alla ripresa economica dell'Italia anche ne12017 e nel 2018. Sebbene tra città e pae­si, nella nostra terra, non vi sia stato lo stesso risultato. Otti­me percentuali per Cosenza, ad esempio. Un po' meno bene per Reggio Calabria e Croto­ne. Bassi salari, bassa produt­tività e bassa competitività re­stano, ancora, grossi handi­cap cui dover tenere conto. Se­condo lo Svimez, infatti, «il Mezzogiorno è uscito dalla lunga recessione e nel 2016 ha consolidato la ripresa, regi­strando una performance per il secondo anno superiore, se pur di poco, rispetto al resto del Paese». Tuttavia — si legge nel rapporto — «la ripresa con­giunturale è insufficiente ad affrontare le emergenze so­ciali», nonostante che anche le previsioni per il 2017 e il 2018 confermino che «il Mezzo­giorno è in grado di aggancia­re la ripresa, facendo segnare tassi di crescita di poco inferio­ri a quelli del Centro-Nord». Facciamo alcuni esempi: i li­velli occupazionali, per citar­ne uno, rimangono ovunque «distanti da prima della crisi», con punte negative in Calabria del -10,5% di occupati. Buona parte dichi trova lavoro, però, lo trova in un luogo diverso da quello di residenza (3,2%). Nella nostra regione il tasso di occupazione corretto cala dal 34,9% del 2015 al 34,6 % del 2016. Altri dati riguardano l'e­dilizia(+0,5%) ei servi­zi(+ 0,8%), soprattutto nel turismo. Giudizio negativo per quanto riguarda lo stato delle infrastrutture, ambito in cui «crescono i ritardi del Sud». «Nel 2016 — si legge nel rapporto — le esportazioni meri­dionali di prodotti agroali­mentari sono state pari solo al 17,8% delle esportazioni agroalimentari italiane». Per ultimo un dato significativo: da noi si sono registrati più de­positi (24.226 milioni) che prestiti (20.024milioni).Un segnale anche questo? Per la cronaca la 'popolazione resi­dente è scesa ad un milione 965 mila calabresi; mentre-si è ridotto il numero dei calabresi che hanno fatto richiesta, ad esempio, agli ammortizzatori  sociali, alle casse integrazioni e via discorrendo. «La razza umana vale cento volte di più dei principi economici», scri­veva Antoine de Saint-Exupery nel suo capolavoro, il "Pic­colo principe". Forse, analiz­zando questi dati, potremmo pensarla allo stesso modo.

Dalla Gazzetta del Sud



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