IL DIRETTORE GENERALE DELL'ASP DI COSENZA DENUNCIA: TOCCATI INTERESSI FORTI, VOGLIONO FARMELA PAGARE

  • 3/3/2017 6:40:57 AM
  • Redazione

A tutto campo. Raffaele Mauro, direttore generale dell'Asp bru­zia, ieri ha deciso di ribattere col­po su colpo a tutte le infuocate polemiche che lo vedono prota­gonista. E per farlo ha scelto la trasmissione "Focus" di Teleuro­pa Network, condotta per l'occa­sione da Rosalba Ballino.

I doppi pagamenti

Il manager ha in primo luogo commentato la recente "visita" della Guardia di finanza negli uf­fici dell'Asp. Un controllo mirato a scoprire quello che ha tutto l’aspetto di un profondo "buco ne­ro", un pozzo senza fondo nel quale si troverebbero anche fat­ture indebitamente pagate addi­rittura per due volte. Storia del tutto speculare a quanto già ac­certato nell'Asp di Reggio Cala­bria. Mauro ha ribadito di aver personalmente denunciato que­sta oscura faccenda in Procura. Ma a cosa si riferiscono le fatture sospette? Alcune incongruenze riguarderebbero le prestazioni extra-budget, quelle erogate ol­tre la somma riconosciuta dalla Regione alle cliniche accredita­te. «Non penso che ci siano solo le prestazioni extra-budget - ha aggiuntoli manager- ma anche le forniture di beni e servizi».

La depressíone

L'attenzione non poteva che spostarsi sulla grande polemica seguita alla nomina di Raffaele Mauro al vertice dell'Asp, incari­co conferito dal governatore Mario Oliverio a un mese di di­stanza dalla vittoria nella causa di lavoro intentata dallo stesso manager contro l'Azienda sani­taria. Mauro ha evidenziato che la depressione riconosciuta dai giudici, patologia emersa negli anni "caldi" che il direttore generale ha vissuto da dirigente del o settore spedalità privata, non ha alcun effetto dal punto di vista legale sulla compatibilità col suo attuale incarico. «In quegli anni sono stato insultato, aggredito, minacciato di morte. Mi hanno pure avvelenato il cane con la stricnina, che non si trova in giro così facilmente», ha sottolineato Mauro. Il manager ha inoltre contestato la tempistica con la quale è stata messa in dubbio la sua nomina, dieci mesi prima di lanciare la “bomba" fin troppo sospetti per il direttore generale: «Ho evidentemente toccato in­teressi forti e qualcuno ha voluto farmela pagare. Questi sono i fatti».

Il caso Filippo

Altra vicenda "calda" è la transa­zione da 100mila euro con Pie­tro Filippo, l'ex presidente del consiglio comunale bruzio con­dannato in via definitiva per assenteismo dal suo posto di lavo­ro all'Asp. «Abbiamo ereditato questa storia-ha dichiarato Raf­faele Mauro - e ci siamo attenuti a quanto già deciso dai giudici arrivando a un accordo col dottor Filippo». La transazione è stata poi bloccata dal commissa­rio Massimo Scura e dal sub commissario Andrea Urbani, con la conseguente trasmissione degli atti alla Corte dei conti.

Il rapporto coi commissari

Che non corra buon sangue tra Mauro e il commissario Scura, questo è evidente dal numero di atti contestati e revocati dall'uo­mo chiamato dal governo nazio­nale a controllare la sanità cala­brese. Al riguardo il direttore ge­nerale dell'Asp ha contestato l'ampio spettro d'azione della struttura commissariale, che non troverebbe conforto nella normativa di riferimento. Scura, tra l'altro, negli scorsi mesi ha perfino invocato la rimozione di Mauro.

I furbetti del cartellino Enorme scalpore ha destato il blitz dei giorni scorsi nella sede Asp di Rogliano, con l'emissione di 18 ordinanze cautelare nei confronti di altrettanti presunti furbetti del cartellino. Il mana­ger ha riferito di aver già predi­sposto tutte le procedure del ca­so, «ferma restando la presun­zione d'innocenza».

Il progetto perla città

In conclusione Raffaele Mauro ha annunciato alcune iniziative che l'Asp sta mettendo in piedi per cercare di contenere la spesa e razionalizzare i servizi erogati all'utenza. In particolare, per quanto riguarda il capoluogo, l'i­dea è quella di spostare la maggior parte dei servizi in un'unica struttura che dovrebbe essere realizzata nell'area deviale Man­cini. Ovviamente, un progetto del genere richiede un bel po' di tempo prima di divenire real­tà.

DA GAZZETTA DEL SUD 17.02.2017



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