I TURISTI VOGLIONO LA SILA MA NON TUTTA LA SILA VUOLE I TURISTI

  • 3/16/2018 2:42:17 AM
  • Redazione

Domenica mattina: fuori la temperatura è gradevole, un pallido sole spunta all’orizzonte, ci sono tutti i presupposti per una piacevole gita fuori porta.

Tra le mete vagliate, oltre quelle prettamente mangerecce, ne spunta una che può unire al gradimento degli occhi, della mente e del cuore anche quello del palato. È così deciso, si va in Sila. Il panorama che si presenta già lungo la superstrada ripaga della scelta: vallate, pinete e montagne totalmente innevate, davvero uno splendido scenario. L’impatto con l’arrivo a Camigliatello è di quelli forti, chiunque abbia un minimo di senso di appartenenza verso la terra natia si riempirebbe d’orgoglio nel vedere così tanti turisti riversarsi in uno dei paesaggi che tutto il mondo ci invidia.

Il parcheggio è stracolmo: decine di pullman, macchine a non finire, la provenienza dei visitatori è svariata, passeggiando per il corso si percepiscono cadenze e accenti di ogni dove. Ristoranti, botteghe e negozi sono sold out, stupisce negativamente però la presenza di alcune saracinesche abbassate già poco dopo mezzogiorno. Pausa pranzo o chiusura in un giorno topico e potenzialmente prolifico? Se così fosse sarebbe una decisione alquanto discutibile.

È il momento del ristoro, il panino a base di prodotti tipici è d’obbligo, ma come smaltirlo? Pochi dubbi, direzione funivia e piste da sci, peccato che nessuno della compagnia abbia dimestichezza con questo sport così affascinante. E allora l’obiettivo è il puro divertimento, quello che ti fa tornare bambino: via con le discese sugli slittini, la neve è soffice e attutisce le cadute di chi purtroppo bambino non lo è più e deve fare i conti con i primi acciacchi dell’età che inesorabilmente avanza.

Camigliatello innevata (ph.Pro Loco Camigliatello)

La primavera non è poi così lontana, le giornate che si allungano permettono di sostare ancora un po’ sulle vette del Monte Curcio ma alle 16:30 gli impianti di discesa e risalita, così come le piste, chiudono i battenti. Non si può pensare di rientrare in città prima di essersi riscaldati con il tepore di una cioccolata bollente. All’entrata dell’unico bar, fatta eccezione per qualche piccolo chiosco, nelle immediate vicinanze, mi insospettisce un cartello che recita: chiusura alle ore 16:50.

Fiducioso dico tra me e me: ma dai, oggi non sarà così! Tra l’altro dentro c’è il pienone, chi sarebbe così autolesionista? Come non detto, pochi minuti e arriva la sorpresa: i dipendenti, con toni per niente moderati, fanno il giro dei tavoli e della terrazza panoramica per annunciare a tutti la chiusura imminente. In parole povere, centinaia di persone, tra cui tantissime famiglie con bambini allegri e festanti, vengono letteralmente sbattute fuori. E a chi ha giustamente da ridire viene risposto: “Altrimenti facimu mezzanotte!”.

Viene da pensare ai commercianti dell’altopiano silano che se la prendono con la crisi e il crollo delle visite, quante volte avete sentito queste lamentele? Il mio invito è a non generalizzare e a continuare a scegliere la Sila come meta delle vostre gite. Ci sono tante attività gestite da imprenditori accoglienti ed ospitali, basta solo saper scegliere e spendere i vostri risparmi da chi merita.

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