Ha vinto il popolo italiano

  • 1/5/2017 2:47:40 AM
  • Redazione

Questo referendum è il segnale che gli italiani vogliono un reale cambiamento nella gestione della politica e della cosa pubblica. E' la vittoria degli italiani che procedono sulla strada della ragione e che sono stanchi e stufi; forse bisognerebbe coniare un altro aggettivo per rappresentare in pieno questa stanchezza che è ormai fin troppo evidente da un po' di tempo a questa parte. Speriamo che non finisca qui questo percorso da protagonisti che vogliono scegliere loro i governi e i propri rappresentanti. Il popolo italiano dice NO ai voltagabbana, dice NO a coloro che eletti in uno schieramento si trasferiscono, armi e bagagli, nello schieramento avverso per raccogliere prebende e saziare i propri malsani interessi. Questo Governo ha il record dei voltagabbana passati dal centro e dalla destra verso la sinistra. La gente ha detto NO a chi stravolge la realtà, a chi tenta di comprarsi i voti elargendo 80 euro o 500 euro al mondo della scuola e ai 18nni o riprendendo il discorso sui contratti del pubblico impiego offrendo altri 85 euro lordi al mese proprio (forse per puro caso) a 5 giorni dal voto.  A dire NO a questo referendum sono stati proprio quei diciottenni che Renzi voleva comprare con  l'offerta di 500 euro a ciascuno di loro; questi giovani hanno dimostrato di volere  essere liberi bocciando questo vecchissimo concetto di fare politica che lui ha portato ben oltre a quanto fin qui fatto da chi lo ha preceduto, dimostrando spregiudicatezza e soprattutto convinzione che gli italiani siano in vendita come i tanti deputati e senatori transfughi che gli hanno consentito di governare. La convinzione di onnipotenza da egli accumulata in questi tre anni si è palesata con continui decreti legge e una marea di voti di fiducia ogni volta che un minimo dissenso si manifestava all'interno della sua maggioranza di fuoriusciti e anche all'interno del suo partito. Oggi, i sostenitori del No fanno a gara per attribuirsi una vittoria che nella realtà non appartiene a nessuno.  Hanno vinto gli italiani, ha vinto l'Italia, hanno vinto, paradossalmente, anche coloro che hanno votato SI. Non sono bastate le ingerenze dell'America di Obama, del Presidente della commissione europea  Juncker, della Germania di Merkel, della Francia di Hollande, ... della stragrande maggioranza della stampa italiana e straniera, dei telegiornali a totale disposizione del governo (alcuni direttori che esprimevano una vocina contraria sono stati prontamente sostituiti perché disturbavano le ragioni del capo) . Non sono bastate le interferenze delle lobby e il potere di Confindustria, non è bastato il potere economico delle banche che tanto hanno avuto da questo governo che le ha sostenute a discapito della povera gente, dei pensionati e dei lavoratori che hanno perso ogni loro piccolo risparmio.  Basta pensare a Banca Etruria e al Monte dei Paschi di Siena che sono solo le punte di una montagna di soldi e di leggi ad Hoc (oggi sospese dal Consiglio di Stato). Vogliamo ricordare a questo proposito il grido di dolore lanciato da Papa Francesco quando parlando dei poveri e degli emarginati ha detto: "I soldi ci sono solo per le Banche e non per i poveri ...". I cittadini, con questo voto, vogliono tornare ad essere protagonisti del loro presente e del loro futuro perché è questo che è in gioco. Pensare ognuno al proprio orticello non serve, prima o poi si dovrà fare i conti con l'orticello del vicino che finirà per invaderlo. Gli italiani sono tornati a votare con percentuali che non si vedevano da troppo tempo; hanno deciso di far sentire forte la propria voce e gridare attraverso l'espressione più alta della democrazia (che è il voto) il loro NO ad una disegno sbagliato, il loro NO alla politica delle elargizioni, il NO alla vendita del  loro Voto, il loro NO alle promesse. Se riflettiamo su ciò, senza pregiudizievoli giudizi di parte, allora ci accorgiamo che questo voto ha fatto ritrovare gli italiani attorno al tavolo della democrazia ed è proprio questa la vera vittoria del NO! La speranza è che questa silenziosa ma forte partecipazione democratica degli italiani faccia riflettere i nostri governanti, li renda umani e non marziani vaganti nello spazio, li porti a posare sulla terra non solo i piedi ma soprattutto la testa, il cuore e la coscienza perché, come ha sostenuto S. E. Mons. Galantino, in una sua omelia nella nostra Abazia, un politico per ben governare deve prima imparare ad amare la sua terra e la sua gente.  



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