CORSO DI FORMAZIONE PER I 230 DISOCCUPATI: GLI ATTI AL VAGLIO DELLA GUARDIA DI FINANZA

  • 9/22/2017 1:57:45 AM
  • Redazione

Era attesa per gli inizi di gen­naio. Poi uno slittamento a febbraio-marzo. Un altro an­cora ad aprile. A oggi, però la graduatoria per avviare 230 disoccupati a un corso forma­tivo finanziato dalla Regione non è stata pubblicata e si può facilmente presagire che i tem­pi si allunghino ulteriormente. Insomma, comincia a "smar­rirsi" l'essenza del corso: poi­ché se fosse stato avviato in primavera, com'era program­mato, sarebbe terminato in au­tunno: 6 mesi, per un corri­spettivo ai corsisti di 500 euro mensili, e la "speranza" che successivamente qualche spi­raglio occupazionale potesse pure aprirsi. Invece la strada è diventata drammaticamente tortuosa, perché ci sarebbero almeno un'ottantina di parte­cipanti collocatosi in gradua­toria utile (tra i primi 230) che avrebbero attestato il falso. I primi sospetti li percepì la commissione in seno al Muni­cipio che redasse la graduato­ria provvisoria, e per questo il carteggio fu "trasferito" alla locale Tenenza della Guardia di finanza. Al vaglio delle fiam­me gialle, quelle pratiche pare non si scostassero più di tanto da quanto rilevato dalla com­missione e, da qualche giorno, negli ambienti municipali si racconta che adesso siano fini­te sulle scrivanie della Procura di Cosenza. Insomma, un terzo della graduatoria sarebbe da inficiare e potrebbe scattare d'ufficio un'inchiesta per falso e truffa ai danni di quanti avrebbero reso dichiarazioni mendaci. Dunque, una situa­zione che si delinea obiettiva­mente complicata e che dan­neggia oltremodo quei senza lavoro corretti che confidava­no in questo corso e che, inve­ce, adesso nessuno è in grado di sapere quando tutto si sbloc­cherà e che risvolti ci potranno essere. Sulla correttezza della graduatoria ne aveva dato as­sicurazione il sindaco Giusep­pe Belcastro, che giusto un me­se fa ebbe a dichiarare: «Me­glio dare giuste risposte a chi ha più bisogno! Meglio aspet­tare che dare occasioni di red­dito a chi ha già un provento in famiglia».

Dalla Gazzetta del Sud

 



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