COME VIVE L’ITALIA LA CRISI DEL SOCIALISMO

  • 5/24/2018 2:21:31 AM
  • Redazione

Nel 2018 la situazione è essere più difficile rispetto al 2013 nella creazione di un governo.

Allora il categorico ‘’no’’ di Grillo a Bersani portò allo smembramento, anche se piccolo, del cdx (Verdini, Alfano, Lorenzin) ad appoggiare una sinistra priva di maggioranza.

Nel 2018 sono cambiate le tradizionali contrapposizioni politiche che eravamo abituati a vedere nella Seconda Repubblica.

Sia il Partito Democratico che Forza Italia da quella ‘’responsabilità’’ messa in campo nelle legislature passate non hanno raccolto frutti; così il Pd perde circa 3milioni di elettori così Fi ne perde 3milioni e mezzo.

Nel meridione d’Italia sembra riproporsi un’unica grande forza politica.

E’ Il Movimento di Grillo a conquistare quasi tutti i collegi uninominali sia al Senato che alla Camera. Il voto di protesta non ha però coinvolto solo il M5S ma anche la Lega nazionale di Matteo Salvini che ha conseguito risultati ottimi se confrontati a quelli deludenti del 2013.

La prestazione straordinaria del M5S in Sicilia fa si che i  61 collegi su 61 si dipingono di giallo.

Come anche in Campania si colorano di giallo tutti i 22 collegi alla Camera, mentre al Senato vanno ai pentastellati 10 collegi su 11.

In Puglia Il Movimento Cinque Stelle si attesta primo partito sia alla Camera che al Senato e raggiunge quota 23 parlamentari eletti su 24 posti disponibili nell’uninominale. Il partito Democratico e la sinistra in generale non hanno convinto, e hanno subito una forte contrazione anche in quei seggi dove sembrava tutto essere scontato.

La Calabria che ne esce dalle elezioni è invece divisa in due: nei collegi di Gioia Tauro, Vibo Valentia e Reggio Calabria è il centrodestra ad essere il primo partito, negli altri collegi è il M5s. Sempre in Calabria solo quattro rappresentati della sinistra siedono a Montecitorio e uno a Palazzo Madama, su un totale di 20 deputati e 10 senatori eletti.

Leggendo il programma elettorale penta-stellato notiamo, considerando  storicamente e scientificamente la politica, che tende a politiche di sinistra. E’ il m5s il nuovo partito di sinistra visto l’esodo elettorale oppure come dice il leader Di Maio ‘’ destra e sinistra non esistono più?’’.

Il dato antropologico del voto del quattro marzo non solo ci dice che il PD è il partito dei palazzi aristocratici e dei quartieri bene delle città ma anche che il M5S ha preso 4 elettori su 10 al PD.

Un rapporto osmotico, quello che si è definito tra i due pariti e che dovrebbe far riflettere quanto le discutibili politiche dei governi precedenti hanno risollevato, anche se di poco, le condizioni economiche-sociali (più sui diritti sociali che sul welfare) ma hanno sempre più aumentato quel gap comunicativo tra l’elitè politica e il popolo.

Mentre l’ambiente più radical chic della sinistra dibatteva su tematiche prive di vere e proprie connessioni con il popolo italiano alcuni partiti, quelli dai caratteri sovranisti, hanno catturato l’attenzione della gente. Destra e Sinistra esistono e sempre esisteranno, può cambiare solo l’arte demagogica utilizzata da un leader piuttosto che un altro.

 

 

Salvatore Maria Ferrarelli



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