CENTRALE BIOMASSE, L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI CASTROVILLARI

  • 1/25/2018 1:39:01 AM
  • Redazione

"Stige" trascina nella palude generata dall'inchiesta anche la centrale a biomasse del Mer­cure. In manette, tra gli altri, nel corso dell'operazione sono finite anche tre persone (ammi­nistratore unico, il padre e il fra­tello) cui fa capo una ditta for­nitrice di Enel per l'approvvi­gionamento di biomassa per la centrale che si trova nel parco del Pollino al confine tra Cala­bria e Basilicata. Sulla vicenda era intervenu­to il deputato M5s Paolo Paren­tela, da sempre impegnato su tematiche riguardanti l'am­biente. «"Stige" – aveva dichia­rato – ha mostrato il predomi­nio di aziende in odor di `ndran­gheta nella fornitura di biomas­se alle centrali della Calabria, come confermano le oltre nove­mila tonnellate, dato di aprile 2016, consegnate alla centrale Enel del Mercure da una ditta boschiva coinvolta nell'inchie­sta, cui i magistrati attribuisco­no perfino affiliazione mafio­sa». Parentela ricordava anche come il capo della Protezione civile regionale, Carlo Tansi, ragionando sulla mappa delle aree interessate dalle fiamme lanciò l'allarme circa possibili interessi di `ndrangheta nel bu­siness del legname. La stessa Enel, appresa la notizia relativa all'operazione, aveva fatto sa­pere di avere immediatamente provveduto a sospendere il contratto di fornitura facente capo all'azienda coinvolta nel­l'inchiesta della Procura di Ca­tanzaro e di avere, da tempo, consegnato agli inquirenti un elenco dei fornitori di biomasse. Ma la vicenda è di lungo cor­so. Il capo dei pm di Castrovilla­ri Eugenio Facciolla aveva di­sposto già lo scorso 7 agosto l'a­pertura di un'inchiesta sulla raffica di incendi boschivi che ha devastato i boschi dei comu­ni del Pollino e della Sibaritide. I conti non tornavano: «Non è solo un problema di incendi ma, ovviamente, di tutta una serie di interessi economici» e in tal senso fece riferimento agli interessi legati alla pulizia delle aree interessate dagli incendi, il diritto ai pascoli e cosi via. «Una situazione variegata – aveva detto Facciona– su cui bisogna lavorare e siamo fiduciosi dl riuscire a fare qualcosa di buo­no». "Stige" ha scoperchiato il polverone dell'approvvigionamento delle biomasse perché il problema è più profondo. Le ditte fornitrici delle biomasse da dove prendono le biomasse? Chi gliele fornisce? C'è un registro di verifica? Situazioni, queste, ancora al vaglio degli inquirenti dove la ndrangheta potrebbe rientrare in un secondo momento visti i grandi capitali generati. Le indagini dello Procura del Pollino, intanto, continuano e presto poi continuano e presto potrebbero esserci nuove sorprese.

Dalla Grazzetta del Sud



Commenti