ASILO COTRONEI: MAESTRE SOSPESE, TRENTA EPISODI DI VIOLENZA SUI BAMBINI

  • 5/9/2017 8:08:45 AM
  • Redazione

 

Le indagini dei carabinieri sull’asilo di Cotronei sono scattate in seguito alle segnalazioni delle mamme

 

Ha destato molto scalpore, non soltanto nella cittadina dell'alto Marchesato Croto­nese, la notizia dei presunti maltrattamenti di due mae­stre d'asilo del luogo, che so­no state sospese dall'attività scolastica dal giudice per le indagini preliminari del Tri­bunale di Crotone, Michele Ciociola. Dopo un'iniziale fa­se d'indagine che aveva inclu­so il coinvolgimento di altre figure professionali all'inter­no della scuola, le due inse­gnanti, entrambe di 53 anni, sono indagate per maltrattamenti e per abuso di mezzi di correzione. Ammontano ad una decina le testimonianze di persone informate sui fatti, mentre circa trenta sarebbero gli epi­sodi di violenza fisica, di varia entità, che sarebbero stati contestati alle due maestre. Queste ultime sarebbero state incastrate dalle dichiarazioni raccolte dai genitori dei bam­bini e da alcune telecamere nascoste che avrebbero filma­to i maltrattamenti ai minori, di circa tre anni, loro affidati, sottoponendoli ad atti di ves­sazione e prevaricazione con­tinui, così da cagionare loro sofferenze e umiliazioni. In particolare percuotendoli ri­petutamente con schiaffi, cal­ci alle gambe, violenti stratto­ni, tirate di capelli, graffi, nonché pronunciando al loro indirizzo minacce di morte, in talune occasioni, gettando gli oggetti dei piccoli, come zaini e scarpe, fuori dall'aula e rin­chiudendoli per brevi periodi in un'aula buia in fondo al corridoio della scuola. Un quadro desolante ed in­quietante, che fa a pugni con le migliori indicazioni della didattica infantile. Sarebbe stata dapprima una mamma e poi altri genitori a segnalare ai carabinieri lo stato di insofferenza dei loro figli ed a ri­tenere che qualcosa non an­dasse per il verso giusto all'in­terno delle mura di quell'asilo statale. E così i carabinieri della locale Stazione ed i col­leghi dell'Aliquota Operativa del Norm della Compagnia di Petilia Policastro, diretta dal capitano Marco D'Angelo, con professionalità e con tem­pestività, hanno proceduto ad effettuare intercettazioni ambientali audio e video in vari punti della scuola, dalle quali si aveva contezza di una metodologia pedagogica tut­ta particolare, dimostrando altresì in modo evidente le co­stanti vessazioni cui le piccole vittime erano costrette. La pluralità delle fonti da cui provenivano le accuse rendeva doveroso un appro­fondimento investigativo con l'attivazione di intercettazio­ni audio/video all'interno dell'istituto scolastico. In ra­gione di tali dichiarazioni, nonostante le loro limitate ca­pacità espressive, i piccoli maltrattati però sono riusciti ad attirare l'attenzione dei genitori prima, degli inqui­renti dopo ed infine dell'auto­rità giudiziaria che ha reputa­to dimostrata la materialità del delitto contestato, travali­cando i limiti dell'uso dei mezzi di correzione e confi­gurando gli estremi del più grave delitto di maltratta­menti. Nel caso di specie, si è ritenuto che le percosse e i con­tinui strattoni in danno degli alunni, in quanto meto­di intrinsecamente lesivi del­l'incolumità fisica e, perciò, il­leciti sul piano ordinamenta­le, configurino il più grave de­litto di maltrattamenti. Al ri­guardo, secondo l'accusa, si trae il convincimento che il clima di tensione in aula ab­bia favorito un mutamento, in senso involutivo, della per­sonalità dei bambini, gene­rando, in capo ai medesimi, un diffuso senso di timore, ri­fiuto dell'attività scolastica. Dall'altro, per questi bimbi e per le loro famiglie, è finito un incubo.

dalla Gazzetta del Sud



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